mercoledì 6 maggio 2020

THAI 5 DI ENVING - DAY 4 : POMERIGGI ALTERNATIVI E INVERSIONI DI TENDENZA - by Enving


Alle 12 suona la mia sveglia e come al solito la stacco subito. Lek sta ancora dormendo e quindi la sveglio iniziando a toccarla un po’. Prima ravano per bene quelle pere interessanti, poi passo alla figa e lei pian piano dà segni di vita. Tutto procede alla grande e stiamo qualche minuto a giocare così, con molta calma visto che siamo ancora nel tepore del sonno. Tutto cambia quando lei prende il suo cellulare e controlla i messaggi. La sua amica ha già finito da mezz’ora ed è stata velocemente cacciata dalla stanza.
E qua devo contestare il modo di fare del Londinese, anche se chiaramente ognuno è libero di fare quel che vuole con le proprie troie. Lui, per sua stessa ammissione, ha difficoltà ad interagire con persone dell’altro sesso. Non sa bene cosa dire e come comportarsi per cui, finita la scopata di rito, vuole che se ne vadano fuori dai coglioni il prima possibile. Essenzialmente è molto pragmatica questa cosa. Abbiamo scopato. Ho goduto. Ti ho pagata. Io e te non abbiamo più nulla da dirci e più nessun valore da estrarre dall’altra persona, quindi arrivederci il prima possibile. Io non sono così e quindi fatico a capire come mai tutta questa fretta al mattino, con quasi tutte le ragazze. È come se provasse fastidio a tenersele in camera se in quel preciso istante non stanno scopando. Anche per quel che riguarda il dormire o il chiacchierare, lui non tollera questi tempi morti e bada solo all’essenziale. La cosa non mi disturberebbe minimamente se non rovinasse la mia scopata.
Lek legge i messaggi dell’amica che si trova nella hall e vuole condividere con lei il mototaxi per andare a casa visto che vivono insieme. Lek prova a prendere tempo e le dice che scenderà tra poco più di mezz’ora, ma l’altra fa i capricci e le mette fretta. Lek potrebbe anche battersene il cazzo allegramente, ma l’altra ha dieci anni più di lei ed è un po’ la sua “amica di riferimento” a Pattaya, quindi lascia perdere i discorsi con lei e mi comunica che è tardi e deve andare. A me un po’ dispiace perché non è che sto perdendo la scopata della vita, però un’altra bella incannata l’avrei tirata volentieri, per vari motivi. Ci rimango un po’ male e mi rivesto, celando in parte il mio malcontento. Al momento di pagarla le allungo 1.5k anziché i 2k pattuiti. Lei fa qualche rimostranza e mi dice che ci eravamo accordati per 2k. Pacatamente ma con fermezza le spiego che 2k sono per il long time e lì è stato fatto uno short time, non certo per colpa mia che l’avrei scopata nuovamente piuttosto volentieri. Fa un sorriso e mi da un bacio, segno del fatto che ha capito benissimo la mia posizione. Ci sta che la furbetta abbia provato comunque a prendersi i 2k, ma non sono certo un pivellino dei long time! Unica buona notizia di questa riduzione è che l’uccello si è risparmiato una scopata e dunque tempo prezioso in più per rimarginare i problemi precedenti. Ovviamente faccio seguire la solita immancabile passata di crema miracolosa cicatrizzante a base di acido ialuronico.
Usciamo a pranzo io e il Londinese perché lo Stratega è impegnato altrove in imprecisate questioni. Andiamo a mangiare sulla second e gli faccio presente il mio malcontento di come, ancora una volta, mi sia rovinato e giocato una scopata per reazioni a catena partite da lui. Non voglio parlare di colpe perché non si tratta certo di tali, bensì conseguenze delle sue legittime azioni. Conviene con me riguardo la questione, ma non troviamo una vera soluzione al problema. L’unica via percorribile è non prendere più due amiche. Ci mettiamo d’accordo che non avremmo più dovuto tirare su in stanza due ragazze che si conoscono e che possano parlarsi al mattino. Riusciremo nel nostro intento? Ovviamente neanche per scherzo.
Dopo pranzo facciamo un po’ di shopping e compro qualche pensierino per i miei ottusi amici italici. Decidiamo di passare parte del pomeriggio in un club e, su spinta di Spina e degli altri ragazzi del blog, optiamo per il Babylon. Lo raggiungiamo a piedi dirigendoci verso l’interno di Pattaya e ci arriviamo in circa 15 minuti. È un ibrido tra un baretto e un vero proprio club, avendo caratteristiche miste di entrambi i posti. Quando entriamo però notiamo che è pieno di clienti e ci saranno almeno una quindicina di avventori, quasi tutti dall’accento britannico. Capiamo che sono clienti abituali e probabilmente vacanzieri pattayani di lunga data.
Ci sono ben poche ragazze libere, ma decidiamo comunque di accomodarci sui divanetti in fondo al locale. Fuori fa un caldo insopportabile e dentro l’aereazione è ottima e si sta davvero bene. Prendiamo due birre e ce le portano due tipe che si siedono poi con noi. La mia è onestamente inchiavabile, per cui non le proferisco quasi parola. Quella del Londinese è piacevole a livello estetico, ma pare abbastanza timida e sulla sue, seppure sembra simpatica. Quando proferisce il nome mi ricordo immediatamente che quella è una delle predilette del dottor Spina, nonché sua vittima della precedente thai (la trovate sicuramente nelle cronache del dottore, non so se con vero nome o no, indi per cui non lo faccio). Comunque sia la chiamo vicino a me, tanto il Londinese non è interessato. Parliamo un po’ e poi le faccio vedere una foto del dottore. Si ricorda di lui e mi dice di salutarlo quando lo vedo. Allora scatto un selfie con lei e lo mando nel gruppo. Il doc apprezza e ricambia il saluto. Lei è una bella ragazza con un gran bel telaio, anche se non di primissimo pelo e con gravidanze alle spalle, ma si mantiene fisicamente in modo egregio. Non la trovo troppo adatta a lavorare in quel locale sinceramente. Pare quasi timida o un pesce fuor d’acqua in quel posto. Mi parla un po’ del suo passato lavorativo e di dove è stata. Ottimo inglese e ragazza interessante anche per una chiacchierata, mi fa una buona impressione. Me la scoperei anche parlando per ipotesi, ma non mi passa neanche in testa in quel momento perché sto benissimo così.
A cinque metri da noi una tizia (bruttarella e un pochino chiatta) rimane totalmente nuda. Si mette a pecora sul bancone e inizia a succhiare il cazzo in modo scenografico a un panciuto britannico in piedi a bordo bancone. La scena dura qualche minuto, ma non vedo nessuno imbarazzato dalla cosa. Siamo a Pattaya, ci manca ancora che qualcuno sia imbarazzato per un pompino in pubblico! La prediletta del doc mi spiega che è una cosa normale per quella ragazza perché è fatta cosi (immagino intendesse dire che è proprio una puttana di suo, a prescindere dalla professione) e che si esibisce spesso in questo spettacolo folkloristico molto elegante. Finiamo la birra, paghiamo e usciamo nel caldo pomeriggio pattayano.
Lo Stratega ci da appuntamento per le 17.30 e ci dice che vuole provare un thai massage. Gli mando su Google la posizione del o-ring e noi ci incamminiamo. Arriviamo con sommo anticipo e allora andiamo nel bar attiguo per una birretta più tre partite a biliardo. Il Londinese stavolta mi batte di misura, ma ho la testa altrove e non ci metto impegno. Arrivato lo Stratega paghiamo e andiamo a fare il thai massage. Solo noi tre clienti al piano rialzato del negozio e tre massaggiatrici arrivano da noi dopo che ci siamo messi il kimono. Grassa e vecchia quella del Londinese, una giovane e paffuta cessa per me, una bella figa slim per lo Stratega. Il massaggio scorre via liscio e ci facciamo anche tante risate. La mia massaggiatrice a prescindere dalla scarsa avvenenza sa il fatto suo e mi scrocchia qualsiasi osso e tendine possibile. Lo Stratega è forse intenzionato a chiedere il contatto Line alla sua massaggiatrice, ma poi desiste per non farsi figure barbine. Io sinceramente fossi in lui lo avrei chiesto se fossi stato interessato. A Pattaya quasi tutto è noleggiabile per qualche ora, previo pagamento di cifra pattuita. Desiste e lo capisco, è comunque all’esordio in Thailandia, bisogna tenerlo sempre a mente.
Usciamo che sono poco oltre le 18.30 e dove vuoi andare a quest’ora? Ovviamente soi 6, manco a dirlo. Ci avviamo con il bahtbus e 5 minuti dopo siamo già in vasca-time. Solita qualità e solite ragazze urlanti. Ci fermano in almeno una ventina di ragazze e una di loro si ricordava del colore delle mie magliette dei giorni precedenti. Saranno solo delle zoccole eh, ma sono zoccole con un’incredibile memoria fotografica, onori a voi. Facciamo due vasche molto lente e valutiamo attentamente i prodotti e di conseguenza in quale bar entrare. Alla fine su spinta mia e dello Stratega optiamo per un bar dove la fa da padrone il nostro fenotipo di donna ideale: giovane, skinny e con culetto piccolo e sodo.
Il prescelto è “Where Angels Play”, a metà via sulla destra andando verso il mare. Una decina abbondante di ragazze, tutte molto simili. Vestono con divise a quadretti bianchi e neri tipo scacchiera, con dei dettagli rossi: pantaloncini aderentissimi corti ma a vita alta e top super striminzito con scollatura. Individuo fin dal principio la mia prescelta e mentre entro sulla soglia la fisso con insistenza. Difatti è proprio lei che mi prende per mano e mi accompagna ad un tavolino. Seguono gli altri due che si mettono di fronte a me. C’è solo un altro avventore oltre a noi 3, un asiatico che beve e pastrugna una in un angolo. Ordiniamo tre birre che arrivano in un nanosecondo. La tipa che avevo notato mi chiede se i miei amici vogliono delle ragazze. Chiedo a loro e mi dicono che per ora prendono tempo, e quindi riferisco. Lei, con fare probabilmente indagatore e provocatorio, chiede a me se voglio una ragazza ma le rispondo a tono che la ragazza più interessante del locale è già lì davanti a me. Dopo una frase del genere non può che seguire richiesta di lady drink, che infatti arriva puntuale. Accetto.
Si presenta: tale Fai, 23 anni dall’Isaan. Sinceramente una gran bella ragazza. Viso splendido, senza imperfezioni. Capelli stranissimi, non saprei come definirli, ma finemente lavorati con treccine blu di media lunghezza. Trucco leggero, sguardo profondo e arrapante. Tette zero, ma un culo indescrivibile. Oserei dire la perfezione. Lo Stratega rosica ai massimi livelli e mi dice subito che se non la scopo io, lo farà sicuramente lui. Mi prendo del tempo per valutare. Nei quindici minuti successivi chiacchiero e mi coccolo Fai. Non è un mostro di simpatia e coinvolgimento, ma è talmente bella che posso soprassedere. Lascia fare e partecipa in modo minimo. Non c’è un feeling pazzesco, ma è comunque ben disposta. Giochiamo un po’ e inizio seriamente a valutare l’idea di portarla sopra. Mi informo sui prezzi. 1000 (per lei) più 400 (per la stanza) per portarla un’oretta sopra, 1000 (barfine)+ 3000 (per lei) per portarla nel mio hotel in long-time. Direi che il messaggio “non voglio venire in hotel, ma preferisco essere scopata qua sopra adesso” mi è giunto abbastanza chiaro. Tergiverso ancora un po’ sul da farsi e quando le dico che sono indeciso lei di tutta risposta mi infila la lingua in bocca e mi strizza l’uccello. Non sono più indeciso sul da farsi. Dove si paga?
Mi dirigo verso le stanze superiori e lei mi guida. Andiamo al secondo piano e sembra la stanza delle torture che ho visto da piccolo da Madame Tussauds a Londra. Corridoi con luci sinistre sul quale affacciano cubicoli con letti sfondati. Vecchi rumorosi condizionatori e luci al neon con bagliori a intermittenza. Bagni al limite del grottesco dove è già notevole se non mi becco scabbia o piattole che siano. La situazione mi arrapa da morire e se non ci tenessi disperatamente alla mia vita le chiederei quasi di scoparmela a crudo. Francamente potrebbe anche dire di si, ma non mi passa neanche per l’anticamera del cervello.
Mi lava lei e lascio fare. È più delicata di come lo avrei fatto io. Cinque minuti dopo siamo stesi a letto a porcheggiare e gli asciugamani bucati e lisi sono solo un ricordo a bordo letto. Lei a livello di tette sta a zero o quasi, del tipo che ho più pettorali io. Cicatrice leggermente visibile sulla pancia, segno di gravidanza di qualche anno prima. Ma quel culo si conferma stellare e mi dedico a lui. Facciamo le consuete varie porcherie e sono soddisfatto del suo bocchino. Non eccezionale, ma comunque si vede che è del mestiere perché le pivelle sono fatte diversamente. Mentre mi metto l’impermeabile si mette quella fastidiosa crema bianca sulla figa e mi assicuro che ne metta una quantità molto limitata. Mentre salgo sul letto per scoparla con una mossa sapiente do un colpo alla crema e la faccio rotolare sotto il letto. Si lascia scopare bene e le assesto dei colpi notevoli. Cambiamo quattro o cinque posizioni e quando la metto a pecora per il gran finale (nonché piatto forte della casa), Fai sa che ci darò come un fabbro e cerca la sua cremina. Ovviamente non la trova e quindi si continua senza. La pompo a dovere per buoni minuti in un crescendo di ritmo. Mi metto in piedi a bordo letto e batto davvero secco nella stessa posizione. Al momento di sborrare mi siedo sul letto con la schiena supina e lei si mette in ginocchio al fondo a succhiare. Vengo abbondantemente in bocca a lei asseconda il movimento con la testa alla perfezione, senza perderne neanche una goccia. Hai capito la puttanella della cremina? Chi l’avrebbe mai detto che quel visino angelico faceva ste porcherie? Ovviamente un po’ tutti, lavora in un bar sulla soi 6. Se non sei così, qua non ci lavori. Espletati i lavaggi di rito e riso con lei per l’ennesima volta perché non si ricordava il mio nome dopo che glie l’avrò ripetuto dieci volte, ci facciamo una bella risata e scendiamo. Pago il dovuto e torno dagli altri, che stavano finendo due nuove birre e stavano pigramente pasturando due ragazze sedute con loro. Non hanno intenzioni bellicose, quindi pagano e andiamo a cena.
Decidiamo di nuovo per il Kiss Food sulla Second perché hanno molto gradito la sera precedente. Questa sera mi sento stanco, ma sicuramente un po’ meglio della sera precedente. Riesco a godermi meglio la cena e sono più di compagnia. Terminato per le 22, sento la palpebra molto cadente e non voglio rovinarmi la nottata girando come uno zombie. Quindi saluto la combriccola e mi dirigo in hotel a riposare un po’. Stavolta anche loro optano per un po’ di riposo e ciascuno torna nel suo letto.
Mentre mi incammino verso la mia stanza penso a come in questi giorni io abbia scopato tipe quasi tutte simili: bel viso, alte, slanciate, con grandissimi culi e poche tette. Stasera vorrei cambiare un po’ e tirare su una con due belle bombe. Ho proprio voglia di due belle pere abbondanti con cui giocare per bene. Vediamo cosa riesco a trovare di questa tipologia!
Sveglia a mezzanotte e ci si prepara per la Walking Street. Mentre siamo sulla Beach road per la consueta vasca tra topi e puttane, puttane e topi, mi chiama lo Stratega su Line per dirmi che non parteciperà alla serata. Si è svegliato un po’ rintronato e non ha voglia di vestirsi e uscire. Vuole però scopare e ci informa quindi che farà un easy short time con uno dei suoi contatti Line per 1000 baht ed è già tutto concordato. Gli auguriamo buona serata e ci dirigiamo decisi in Walking. Entriamo in qualche pub/locale per giri esplorativi, ma troviamo musica live e tipe oltre i trent’anni. Il Londinese strizza l’occhio alla situazione, io per nulla. Facciamo poi qualche disco preliminare come 808 e Lucifer, ma sappiamo bene che il vero movimento è altrove. Andiamo all’Ibar e stasera iniziamo a tutta. Interagisco con parecchie tipe e faccio due battute con tutte. Non trovo però nulla che mi convinca davvero e che si allinei ai miei progetti iniziali, ma è ancora molto presto, le ragazze non sono ancora agguerrite nel cercare un merlo. Il Londinese è sempre a rimorchio e lo vedo poco propositivo. Ad un certo punto però una lo aggancia e parte una conoscenza. La cosa si fa seria e allora me ne vado in solitaria. L’ibar comincia a svuotarsi e molti salgono al piano superiore. Li imito e mi metto a girare.I giri non durano tanto perché vedo un prodotto di mio interesse, proprio accanto alla scala di accesso esterno al locale. È lì con tre amiche, ma non capisco se sono appena arrivate o se ne stanno andando. Mi avvicino per delucidazioni e mi metto a parlare con la più carina del gruppetto che è del resto quella che mi interessa.
Si chiama Anna, 26 anni, proveniente dal Laos. Mi dice che due sue amiche stanno andando via perché lavorano sul presto il giorno dopo e che rimangono lei e la sua amica. Parliamo appena qualche secondo e poi ci spostiamo in una zona un po’ più comoda dove la guardo per bene. E’ piuttosto bassa, direi 150 centimetri, ma snella pur essendo tutta curve. Indossa un jeans lungo con tacco alto e sopra un top nero non troppo scollato ma con strani intrecci sul davanti. Non riesco a guardarla molto in faccia perché ho lo sguardo fisso sulle pere: sono davvero grosse. Non voglio perdere tempo e ce ne andiamo a ballare a bordo pista. Mi sembra simpatica e socievole, inoltre balla molto bene. In pubblico non si lascia eccessivamente andare e balliamo in modo composto qualche minuto. Non riesco a capire se queste tette siano naturali o fake perché, essendo ancora in fase di conoscenza, non sono ancora così spregiudicato dal toccare o chiedere. Noto che l’amica è sempre appiccicata a lei e le chiedo spiegazioni. Mi dice che è una sua cara amica appena arrivata dal Laos e che è molto timida. Non ha molta esperienza nel campo e sta cercando un koreano per la notte perché le piacciono quel tipo di asiatici.
L’amica è molto giovane, ma non è molto bella. Dovrebbe perdere qualche kg e anche di faccia non è nulla di che, non sembra inoltre neanche troppo sveglia o propositiva. Dice che la vuole aiutare a trovare il giusto cliente per lasciarla in buone mani. La cosa non mi secca troppo me la faccio capire che non voglio fare troppo tardi. Stiamo ancora lì qualche minuto e la tizia a rimorchio non pare muoversi di mezzo centimetro, neanche ci prova con i numerosi koreani del locale perché è troppo timida. Una puttana timida, che fantastico ossimoro! A sorpresa dal nulla arriva il Londinsese e provo prontamente ad accollargli temporaneamente l’amica lessa di Anna. So che non c’è alcuna possibilità che la cosa vada in porto per svariate ragioni, ma distrarla qualche minuto per portarmi via Anna mi pareva una buona idea. Ovviamente non se ne fa niente anche perché Londinese non è dell’umore di scopare altro visto che la sua pastura di mezz’ora prima era andata male. C’è stato scarso feeling e non se l’è sentita di concluderci nulla. Dichiara di fare ancora un po’ di serata e poi di andare a dormire da solo, cosa che accadrà a breve. Continuo a ballare con Anna e quando ci accordiamo per la notte a 2k long time si lascia andare di più e smaialeggia il giusto. Questo a palese dimostrazione di come siano le motivazioni a la differenza. Il ballo inizia a farsi più caldo e scomposto, ma ancora non riesco a capire la naturalezza o meno di quelle pere grosse, nonostante le strusciate e qualche rapida palpatina. Mi riprometto di scoprirlo il prima possibile perché la faccenda mi intriga moltissimo. È tutta la vacanza che voglio farmi una bella tettona e, se possibile, la vorrei naturale. Ovviamente però c’è sempre l’amica lessa in mezzo ai coglioni e la cosa inizia a tediarmi. Faccio presente la cosa ad Anna e conviene con me sulla questione, chiedendomi ancora un po’ di tempo per aiutarla a piazzarsi. Qualche koreano interessato c’è, ma lei ha un atteggiamento che non aiuta l’incrocio di intenti e la trattativa non viene mai neanche imbastita.
Dalla zona del deejay iniziano a tirare magliette e gadget e Anna mi dice che ne vorrebbe uno. Le dico una cosa del tipo “se riesco a prenderti qualcosa, andiamo subito da me in hotel ok?”. Ridacchia e accetta. Tempo un minuto, nuovo giro di lanci e quando vedo arrivare una maglietta in zona mi sposto rapidamente e salto più alto che riesco. Forte del mio passato da calciatore dilettante, ma di grande presenza fisica in aerea di rigore, mi ricordo di saltare con i gomiti ben larghi e infatti, pur non avendone diritto, mi accaparro facilmente la maglietta. Torno da Anna con lo sguardo del cacciatore che sta portando a casa la cena cacciata e lei si arrende alla dura realtà dei fatti : la sua amica lessa non troverà un cazzo koreano stasera. Usciamo dall’Insomnia e andiamo in Walking Street. È parecchio tardi quando mette la lessa su un mototaxi. Si dai, fai la brava lessa, vai a fanculo che mi hai fatto perdere almeno un’ora e accetta un consiglio da Enving : se vuoi fare la puttana freelance devi avere molta più iniziativa e intraprendenza! Sono cliente da lunga data e se hai questo atteggiamento passivo e spento, ne trovi ben pochi che ti caricheranno!
Io e Anna saliamo su un altro mototaxi e in qualche minuto siamo nella mia stanza. Lascia il passaporto laotiano in reception e saliamo di sopra. Un po’ di brevi chiacchiere e poi iniziamo a darci da fare, ancora mezzi vestiti. In camera Anna è molto più sciolta rispetto a quanto visto in pubblico. Quando la spoglio noto un corpo notevolissimo con una pelle perfetta. È davvero liscia e piacevolissima al tatto. Non ha mezzo pelo sul corpo ad eccezione di capelli e sopracciglia e sempre appena uscita da una spa. È pur vero che quelle tette sono enormi, ma purtroppo sono siliconate. Devo chiaramente complimentarmi con il chirurgo per il lavoro svolto ma, appena liberate dal reggiseno, si nota subito come siano troppo sode per essere reali. Il tatto fa il resto, purtroppo sono fake. Non me ne cruccio oltremodo.
Andiamo separatamente a farci la doccia e quando torna iniziamo a limonare duro sul letto. Qualche secondo dopo inizia a succhiarmi il cazzo: discreta, ma nulla di più. Lo fa perché deve farlo, ma non perché le piace. Non va troppo profonda e usa troppa mano. Meglio, anzi molto meglio quando scende sulle palle e affini. Ci mette impegno ed esce un discreto lavoro totale, quantificabile in una piena sufficienza, direi abbondante, 6.5 per lei. La scopata va decisamente bene. Anna è piccolina e molto maneggevole. Si lascia girare e rigirare secondo il mio gusto e le piace essere scopata duro. Le do tutto quello di cui dispongo e riesco a spingere decisamente forte, nonostante le condizioni precarie in cui versa il mio sfortunato arnese. La scopata mi piace molto ma durante l’atto capisco come lei non gradirebbe una mia sborrata in bocca/faccia, per cui lascio perdere l’intento e mi concentro sulla dura battaglia in atto. La giro in 3-4 diverse posizioni e mi lascio andare totalmente. Quelle tette sono belle e divertenti ma io non gradisco il seno rifatto per cui non riesco a godermelo troppo. Ho per l’ennesima volta la conferma che preferisco un seno più piccolo ma ben fatto rispetto a due meloni simili ma palesemente fake. Quando la metto sopra e spingo con tutta la forza che ho, noto come quei due peroni siano incollati al corpo e non si muovano se non minimamente. Non apprezzo molto tutta quella staticità per cui mi limito a fruirne al minimo sindacale. La metto poi a pecora e sono pronto agli ultimi minuti di stantuffo prima di sborrare. Come da copione le vengo dentro a pecora mentre la sculaccio secco e le tiro i capelli. Mi sono divertito con lei e pare che anche Anna la pensi uguale.
Prima di addormentarci me la metto vicina, rigorosamente nuda. Quel corpo è notevolissimo e la pelle è liscia e profumata in maniera impressionante. Accarezzarla è un ottimo modo per crollare nel sonno ed ho tutte le intenzioni di godermela al meglio…...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande vacanza ragazzo!! Si evince proprio che tu te la sia spassata un bel po'!!! Il sentimento che provo adesso per la maggiore è pura invidia!! Hai anche un bel modo fluido di scrivere le cose e anche se i racconti sono molto lunghi, gli sto dietro volentieri! Bravo, bella vacanza seriamente!

Peter Pan

Anonimo ha detto...

Mitico il colpo di tacco alla Madjer per buttare il barattolo di crema sotto al letto!

https://youtu.be/anNfcZe0hvY

Questo il link per chi non lo ricordasse

Trilogy


Anonimo ha detto...

Grandissima penna, racconto davvero sublime! Non hai perso sicuro tempo eccessivo, continua a deliziarci con i particolari! Riesco a sognare anche io pur non essendoci purtroppo mai stato.
grazie!

SCOPOPAGANDO IS BACKING!

 Forse l’inglese non è perfetto, ma chi se ne fotte! Ho attraversato un periodo buio, un periodo in cui anche se vedevo un perfetto culo a m...